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LA PIZZA CON SEMOLA E MADONITA DEL PONTE

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LA PIZZA CON SEMOLA E MADONITA DEL PONTE

Eccoci di nuovo qui per riproporvi un’altra ricetta. Stavolta ho voluto sperimentare la pizza sposando una farina di grano tenero, la Madonita con una farina di grano duro, la semola.

Come la mia precedente ricetta del pane anche qui  ho utilizzato la semola per la creazione del prefermento completando poi l’impasto con la Madonita. Ho voluto creare una pizza sperimentando anche la tecnica della precottura dell’impasto

La cottura è stata terminata qualche ora più tardi aggiungendo la farcitura.

 

PIZZA CON FARINA MADONITA E SEMOLA DI GRANO DURO 
Prefermento (da preparare 10 ore prima)

270 gr Semola di Grano duro per Pane Molini Del Ponte
54 gr Pasta Madre solida (attiva)
160 gr Acqua
3 gr sale fino

Procedimento:
Sciogliete la pasta madre in tutta l’acqua aggiungete quindi la farina e il sale . Impastate grossolanamente e lasciate l’impasto a temperatura ambiente per circa 10 ore coperto con un canovaccio umido o con una pellicola appoggiata sopra al contenitore senza sigillarlo.

INGREDIENTI IMPASTO
500 gr Farina di grano tenero Madonita Molini Del Ponte
520 gr Acqua fredda
18 gr di Sale fino
40 gr di Olio EVO

Ho realizzato questo impasto utilizzando un impastatrice ma qualora voleste realizzarlo a mano sarà sufficiente diminuire l’acqua per evitare soprattutto ai meno esperti di trovarsi in difficoltà con un impasto difficile da incordare.

Procedimento:
La mattina successiva o comunque trascorse le 10 ore di riposo prendete il prefermento e iniziate a scioglierlo con 350 gr di acqua.
Aggiungete la Farina di grano Tenero Madonita e impastate per qualche minuto senza però formare il glutine ma avendo cura che tutta la farina sia stata amalgamata,
Coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare una mezz’ora.
Questo riposo aiuta l’assorbimento dell’acqua che verrà aggiunta successivamente ed anche la formazione del glutine.
Trascorsa la mezz’ora di riposo aggiungere la restante acqua a più riprese facendola assorbire prima di inserirne altra. Il sale va aggiunto dopo la prima aggiunta di acqua.
In ultimo aggiungete l’olio.
Una volta ottenuto un impasto liscio e omogeneo metterlo a riposare in una bacinella cosparsa di olio (oliate leggermente anche la superficie) per circa 1 ora e mezza IMG_4650al caldo (26 gradi) coprendola con una pellicola.
Trascorso il tempo necessario cospargete il piano di lavoro con abbondante semola e capovolgetevi l’impasto sopra . Cospargete di semola anche la parte in superficie.
Dividete l’impasto in due  e per ciascun pezzo  prendendone  i lembi formate una sorta di sacchetto. Capovolgetelo  sulla semola e stringetelo leggermente tirandolo con entrambe le mani verso di voi.

Trasferitelo per la lievitazione su un piano o una teglia  infarinata con abbondante semola cospargendone anche la superficie. Coprite con pellicola facendo attenzione che non si attacchi all’impasto.

Dopo circa 2 ore o poco più (dipende dalla temperatura di casa vostra) l’impasto dovrebbe essere bello gonfio e lievitato.
Trasferitelo di nuovo sulla spianatoia cosparsa di semola e allargate con delicatezza passando orizzontalmente con le dita sull’impasto. Trasferire su una teglia oliate leggermente e cuocete e 220-230 gradi per circa 10 minuti facendo attenzione che non scurisca troppo.
Lasciate quindi raffreddare su una griglia e al momento dell’utilizzo farcite.

La pizza cotta

La pizza cotta

(qui ho messo pomodorini acciughe e mozzarella ).
Passate poi nuovamente in forno a 240 gradi per circa 10-15 minuti.
E’ possibile una volta raffreddato bene l’impasto congelarlo e utilizzarlo in base alle vostre esigenze . La pizza non andrà scongelata ma passata direttamente in forno con la farcitura e un filo d’olio a 240 gradi.

Il sapore che ha conferito la Madonita a questa pizza è davvero speciale … provare per credere!!!!

 

Barbara
Barbara
Eccomi qua… Mi chiamo Barbara Rangoni e sono un’appassionata di pasta madre. Il mio primo incontro con LEI è avvenuto attraverso la "Comunità del Cibo Pasta Madre" ormai 5 anni fa e da allora non l’ho mai abbandonata.

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